XLVIII^
9/12/2015

Altri, più autorevolmente, hanno già detto le cose che vado dicendo in queste mie bottiglie. Mi accodo, sperando che la ripetizione abbia un senso, se non altro perché ancora credo che vivere in una società multietnica sia una opportunità di ricchezza, e non una iattura.

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Altri, più autorevolmente, hanno già detto le cose che vado dicendo in queste mie bottiglie. Mi accodo, sperando che la ripetizione abbia un senso, se non altro perché ancora credo che vivere in una società multietnica sia una opportunità di ricchezza, e non una iattura. Radio Popolare mi ha raccontato di quest’ultima, geniale trovata del governatore della Padania Cispadana: vietare l’uso del burka, del niqab, del velo nei luoghi pubblici. Quindi proibire ciò che è già proibito per legge, cioè nascondere la faccia, con l’eccezione tutta italica dei “validi motivi”, che con tutta evidenza sono quanto di più personale e opinabile esista. Viviamo tempi confusi e di complessa lettura, e non sono certo in grado di suggerire soluzioni a problemi di questa portata. Però potrei forse suggerire al signor Maroni alcuni altri provvedimenti, persino più utili dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico. Si potrebbe, per fare un primo esempio, imporre a tutte le persone in sovrappeso  intenzionate a entrare in ospedale a trovare la zia, e che non siano portatrici di cravatta verde unita a spiccato accento prealpino, di presentarsi in mutande, così che sia possibile verificare con assoluta certezza l’assenza di bricolle di esplosivo, facilmente celabili sotto gli abiti soprattutto nella stagione fredda. Il provvedimento andrebbe esteso a tutte le donne dotate di seno prosperoso, anche se di vita snella, nel caso non avessero il capo cinto da bandana verde con la scritta “pota padana doc”. Sarebbe di una certa utilità proibire per decreto anche i dreads, i curiosi cannelloni di capelli che formano la pettinatura rasta tanto cara a garzoni di idraulici e manovali edili, oltre che ai nostrani cantori reggae, poiché nulla garantisce che essi non celino in realtà pericolosi candelotti di dinamite. Suggerirei anche la sostituzione della sospetta forma del panettone con una più rassicurante pizza natalizia. In effetti, la necessità di poter “riconoscere” chiunque tenti di entrare in un luogo pubblico è più che giusta. Ora, sempre se non vado errato, riconoscere presuppone che si conosca, cosa di una certa difficoltà anche per un occhiuto tutore della legge, una volta che non si tratti di parenti, amici, colleghi e commessi del supermercato sotto casa. E comunque facciamo conto che io sia un solerte polismano di guardia al portone del Comune di Congruate sul Chiese, dotato di tablet d’ordinanza con tutte le trecentodiciassettemila foto segnaletiche dei ricercati di mezzo mondo. Sono lì, e vedo arrivare una signora con il volto coperto dal velo e la blocco: -dove va?-,-in comune-,-mi faccia vedere la faccia-,-ecco-,- ah, ma lei è la Mariuccia, la riconosco, cosa fa con su il velo, che è proibito?-,-da quando mi sono cresciuti i baffi per una disfunzione ormonale ci ho i validi motivi-,-prego si accomodi-,-grazie e buon giorno-.

BUUUUUUUM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Oppure potrebbe accadere che si presentasse un idraulico, in tuta :-lei dove va?-,-devo vedere il gabinetto del sindaco-,-un momento che chiedo-,-lascio un attimino la borsa dei ferri che ho la macchina in doppia fila-,-si, faccia, mi scusi sa, sono le nuove disposizioni-.

BUUUUUUUM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Conoscere o non conoscere, ritenere che vedere un bianco invece di un nero, un aspetto rassicurante e non la faccia di un torvo tronista o di un testimonial di Dolce&Gabbana, una massaia dall’aria nostrana piuttosto che una massaia con il velo, possa metterci al sicuro è veramente puerile. Può darsi che la paura  ci faccia ritenere rassicuranti questi provvedimenti, ma questo secondo me potrebbe costituire un pericolo ulteriore, se non altro per la quotidianità infelice che ci prospetta. Sono le ragioni di quanto accade a doverci preoccupare, e quelle le dovrebbe riconoscere benissimo, con o senza burka, niqab, velo, vero signor Maroni? Il resto lasciamolo fare ai servizi segreti, poiché questo dovrebbe essere il loro mestiere.