
In fondo è un gioco
Ci stiamo abituando, purtroppo,
o ci siamo già abituati davvero
a passare da un gruppo di comparse
distese a terra a recitare la morte
ai corpi veri che nessuno più sotterra
perché è la terra a essere stata sepolta
e se la recita viene allestita bene
quando irrompe la realtà non ci si crede,
si parla di fake news, così che in fondo
tutto può essere vero e tutto falso e si vive
in questa perenne salvifica incertezza
che ci permette di non vomitare nel piatto
quando lo schermo saltella indifferente
da tre divani al crollo di un palazzo
e una pizza a domicilio o un materasso
interrompono anche un telegiornale,
seguiti dal ricco mercato del pallone,
prima di ritornare a Gaza e alla sua fame
e intanto, noi, che ci possiamo fare,
a parte vomitare, inveire, scuotere la testa,
se non continuare a cercare di capire
non tanto chi sia il buono e chi il cattivo,
si sa, ma solo dove ci sia un interruttore
che interrompa questo filmaccio americano?
Perché gratta e gratta e cerca di capire
a ben guardare la conclusione è sempre una:
prima o poi ci si accorge che all’origine dei guai
che stanno da sempre dilaniando il Mondo
si trovano sempre le religioni e i soldi.
Noi siamo solo pedine, sono loro a giocare.
Sono loro a giocare.
20 agosto 2025