La bestia e l’ulivo
Di che cosa parlare, questa notte,
di cosa che non sia già stato detto,
ripetuto alla noia e risaputo?
Immagino gli sguardi nauseati
stanchi di riascoltare e riascoltare
gente dire che l’uomo è un animale,
mentre mi sembra più corretto dire bestia,
se la lingua italiana ha ancora un senso
in questo tempo di raga e birre in pugno,
l’odio è bestiale, l’animale non sa odiare,
l’animale uccide per fame, per paura,
lo fa solo per questo, non sa odiare.
L’odio è prerogativa degli umani
che lo calano come un carico alla briscola
sul tavolo nella partita della vita,
partita che possiamo solo guardare,
noi, che non giochiamo e non diamo le carte
sono le bestie di mazzo, noi stiamo a guardare,
le bestie, quelli che sanno odiare e barare,
quelli che non hanno né fame né paura
perché l’odio, il denaro, un dio e il potere
sono già quanto serve per compiere una strage,
occupare, saccheggiare, cancellare
popoli e storia, civiltà, bellezza e cultura.
Un animale riposa all’ombra di un ulivo,
solo una bestia lo sradica con rabbia,
un animale riposa all’ombra di un ulivo,
solo una bestia lo sradica con rabbia.
20 luglio 2025
