Scadenze

C’era la radio, e la nostra fantasia
metteva le immagini ai fatti narrati
e una rivista dava il volto a chi cantava,
mentre noi, zitti, si stava ad ascoltare.

C’era il tempo e ci faceva compagnia,
scorreva adagio quel tempo e come lui
più lentamente si dipanava anche la vita,
settanta all’ora in Lambretta era volare.

Soprattutto c’era ancora un bel silenzio,
il tempo c’era e serviva a riflettere, pensare,
non era questa ridda di immagini e parole
e baccano privi di senso e di motivo,

serviva per accorgersi di crescere aspettando
che arrivasse l’età per i calzoni lunghi,
non per portarli corti anche a sessanta
facendo finta che la vita non cammini,

che si possa rimandare proprio tutto
a un domani che non andrà mai a scadenza
così come faceva ogni cambiale,
che ora nessuno sa più che cosa sia,

che tanto i debiti fatti “online” sembrano finti
e non si finisce sul “bollettino dei protesti”
e i soldi si prelevano dai conti, che così
se non ci sono è un altro debito, nient’altro,

come se nulla ormai avesse una scadenza,
e si potesse andare avanti a fare finta
tutta la vita e forse anche dopo, chissà,
il paradiso c’è ed è su Tik Tok o su Instagràm.

25 luglio 2025