Il Giro dell’Esistenza
La vita è una corsa a tappe,
ma non serve vincerne tante,
c’è chi fa tutta la corsa
senza vincerne neanche una
restando rintanato nel gruppo
risparmiando parecchia fatica,
gli occhi fissi al sedere davanti,
schivando i gomiti che ha di fianco
è inutile sputare l’anima
su una tappa di montagna,
sapendo d’essere un passista,
io sto correndo la Ottanta-Novanta,
le tappe non sono più molte,
la corsa non è tanto lunga,
se mi tengo ai bordi del gruppo
posso godermi il panorama,
fischiettare mentre pedalo,
prendere qualche appunto
per raccontare il Giro
a chi si è iscritto dopo di me.
Non conviene, come obbiettivo,
puntare a salire sul podio,
non è che da quello scalino
si veda poi molto più in là,
per me è meglio partecipare
come se fosse una gita in bici
passandosi la borraccia,
cercando di schivare i chiodi,
quando ho bucato una gomma
ho trovato chi me l’ha riparata,
sono rientrato nel gruppo
e continuo a partecipare, pedalo ai bordi del gruppo, continuo a partecipare.
30 maggio 205
