
Andarsene
Andarsene in silenzio dove a parlare
fosse soltanto il vento, l’acqua a cantare,
dove l’erba e la terra attutissero insieme
il calpestio dei passi nuovi su orme vecchie,
dove l’ombra dei rami trattenesse un poco
frammenti di sole in arabeschi d’ombra,
chiacchierare di foglie con altre foglie
e dove nulla di umano si aggirasse,
perché è l’uomo la stridente stonatura
nel risuonare sinfonico di un bosco
punteggiato da gentili cinguettii,
da ronzare d’insetti e frulli d’ali,
dal coro di chi ancora vive nel mondo
come in un posto da abitare insieme,
dove tutto suona come se l’orchestra
per istinto rispettasse l’intera partitura.
Chi l’abbia scritta e quando non lo so,
so solo che è infinitamente meglio
dello scomposto bailamme che suoniamo
noi che saremmo i padroni del creato
e che non è come nei boschi delle favole,
scritte dall’uomo per spaventare i bambini,
ma come se un dio ci fosse per davvero
e non fosse, com’è se c’è, dio degli eserciti.
30 luglio 2025