QUINDICESIMO


Come noi

Per dormire anche loro si sdraiano
come noi, per poter riposare,
come fa ogni altro animale
si lamentano se stanno soffrendo
e se perdono un cucciolo urlano
come noi si disperano, piangono.

Se stanno male, se feriti si curano
e usano quello che trovano,
erbe, fango, saliva, la pioggia,
se l’acqua non c’è c’è l’urina,
una foglia, anche solo la lingua,
qualcosa che il sangue lo fermi,

così, come i nostri bei gatti,
come i cani che amiamo tanto,
guaiscono e ci chiamano forte
e se non trovano da mangiare
frugano tra rifiuti e radici,
rubandosi il poco che trovano,

quando piove si scavano tane
sotto un telo o tra le macerie
guardano l’acqua cadere
senza potersi asciugare,
non sanno pensare il domani,
non sanno di averlo un domani,

sono esseri, così come noi,
potremmo proprio essere noi,
se fossimo nati soltanto
un poco più in là sul pianeta,
e anche loro si ergono in piedi,
perché sono davvero persone

ma di mezzo c’è l’odio, c’è un dio,
e ci sono altri umani, ma simili
soltanto per come si muovono,
perché hanno due reni, una milza,
ma che non sono come gli altri animali
che uccidono per difesa o per fame.

Sono infinite le povere genti
che vivono dove la forza governa,
e il rumore è un boato o uno sparo,
e la preda è il loro pezzo di terra
dove sono nate e le più fortunate
non potranno nemmeno morire.

Eppure la specie è la stessa,
in divisa o con tre stracci addosso,
per dormire si sdraiano tutti,
così come fa ogni animale,
senza sapere se il sole domani
sorgerà a illuminare il suo giorno.

12 giugno 2025