
6 luglio 2025
Pareva che crollasse il cielo intero,
stelle santi e satelliti compresi,
ed era solamente un’avvisaglia
di ciò che ci accadrà se non freniamo,
noi e le nostre esistenze dissennate,
avide, dannose, irrispettose.
Una lastra di piombo come un tetto,
acqua grandine e vento come insulti
scagliati da un’orda di dei inferociti
su questa piccola sfera che trattiamo
come ne fossimo i padroni onnipotenti
si abbatte con violenza sconosciuta.
Non ne possono più, Terra e Universo,
del nostro folle, ubriaco approfittare
di lei, di lui, di tutto quanto esiste
in una rozza abbuffata senza amore,
senza rispetto per la vita stessa intera,
senza pensare a chi dopo di noi
e il cielo si ribella e ce lo dice,
con la sua voce, la sua luce e la potenza
di cui è capace, ce lo urla col suo pianto
rabbioso e disperato e in un diluvio
di lacrime, di grandine e di tuoni -basta,
state uccidendo chi vi dà la vita,
fermatevi ora che siete in tempo, fermatevi,
in questo vostro delirio siete soli,
i soli a essere sconfitti, non capite?
Io cielo,Terra e l’universo intero resteremo,
solo voi sparirete, voi inutili arroganti,
voi e tutto il vostro stupido ciarpame-.
Noi, e tutto il nostro stupido ciarpame
6 luglio 2025