SEDICESIMO


Facciamo piano

Piano, facciamo piano per favore
che è già tanto, troppo il frastuono
di tutto ciò che l’uomo possiede,
adopera, costruisce, e si circonda.

Abbiamo perso i suoni veri della vita
del frusciare lieve e quieto delle foglie,
del fischiare leggero del vento
in una notte tiepida d’autunno,

la voce profonda e sacra del silenzio
che l’accompagna nel folto del bosco,
l’ammonimento degli uccelli notturni,
un lontano rintocco di campana,

non siamo più capaci di distinguere
il risuonare di un passo dall’altro,
ci è familiare la voce di ogni cosa
che finga la risposta di un umano,

il nostro stesso respiro in un momento
di raro silenzio sembra strano,
e lo ascoltiamo come fosse un suono,
da interpretare come avvertimento,

ma vuole solo dirci -piano, fai piano,
attento, ascolta battere ogni cuore,
potresti, nel coro, riconoscere tra gli altri
anche la voce trascurata del tuo-,

diamogli retta, ascoltiamolo in silenzio
spesso ci dice cose interessanti,
nel suo pulsare per tenerci vivi
ci spiega come vivono anche gli altri,
nel suo pulsare per tenerci vivi
ci spiega come vive ogni altra vita.

4 luglio 2025