03 – Perdonaci, se ce la fai


Perdonaci, se ce la fai

Perdonaci se puoi, mamma Natura,
piccoli omuncoli, solo prepotenti
anche quando crediamo di amarti,
obbligando i tuoi alberi a mutare
d’habitat, come gli olmi siberiani
piantati in zone temperate e solo
perché così crescono più in fretta
e non importa se vivono la metà.

La vita, tutta, quando non è nostra
valore non ne ha, perché il valore
lo misuriamo col metro dell’utilità,
del guadagno o della bellezza,
e ovviamente il metro è quello nostro,
così diamo forma a siepi e a cespugli,
costringendoli ad assurde geometrie
che nulla con loro avrebbero a che fare,

costringiamo un oleandro dentro un vaso
quando è un albero, e però ci piace
ridotto in un bonsai per il balcone,
perché i fiori che fa son proprio belli,
da sotto strappano oh d’ammirazione,
come un olivo dentro una tinozza,
costretto a fare olive di sei grammi,
e il prato ci piace tosato da un barbiere.

Siamo fatti così, mamma Natura, lo so
e non possiamo proprio farci niente
se lo facessimo moriremmo di fame,
di tristezza, di noia e di rimpianto,
di nostalgia per quanto belli sono i guai
che abbiamo combinato a spese tue
per obbligarti a servirci, a mantenerci,
perciò continueremo a sfruttarti, così,

come facciamo con tutto ciò che amiamo,
cose e persone solo perché siamo
e non possiamo essere diversi
perché tra i figli tuoi siamo i più forti,
così ci hai fatti tu, mamma Natura,
ti tocca sopportarci, ma ogni tanto
con una frana o con un’alluvione lo so,
cerchi d’insegnarci un po’ di educazione,
cerchi d’insegnarci un po’ di eucazione.

19 giugno 2025