01 – Una sola parola


Una sola parola

Da giovane a lungo ho creduto
che gli uomini potessero vivere
fianco a fianco, spartendosi il pane,
la fatica, la gioia, il dolore.

A lungo ho creduto possibile
fare a meno di chi stesse al timone,
di chi desse il ritmo alla voga,
di chi suggerisse la rotta.

Per anni ho pensato che l’uomo,
affrancato da ogni obbedienza,
avrebbe scelto da sé la sua strada,
la sua sorte, i suoi ritmi, i suoi tempi.

Poi, la storia gioca perfidi scherzi,
l’umanità si è rimessa in cammino
presa a calci da aritmetica e fame,
costringendomi a prenderne atto.

Così, tutto il bagaglio di slogan,
di parole, di scritte sui muri,
di letture, di vangeli e di dogmi,
è tornato a esser quello che era:
una caterva di sogni legati
da un mare di morti e di -se-,
necessari per farne realtà,
realtà impastata col sangue.

Così ho raccolto tutto ciò che sognavo,
anarchia, libertà, comunismo,
li ho legati con fazzoletti e bandiere,
li ho riposti con gli abiti smessi
e ho conservato una sola parola,
l’unico fine, il riassunto possibile,
realizzabile per vivere insieme,
una sola parola: rispetto!

Rivoluzione dell’uomo nell’uomo,
praticabile individualmente,
realizzabile anche senza l’amore,
si comincia rispettando sé stessi,

ma dev’essere vero rispetto.

1 ottobre 2022